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Il vostro peggior cliente siamo noi.

In che senso?
I quattro soci fondatori di UNIT, provengono da altrettante agenzie di comunicazione & marketing di media dimensione, nostri concorrenti a tutt'oggi ancora "felicemente" sul mercato. Sino a settembre del 1999, ci ritrovavamo a parlare di lavoro fra di noi, sempre condividendo le stesse critiche - anche feroci - ai nostri (oggi) ex datori di lavoro ed al loro modo di intendere la consulenza di comunicazione e marketing.

Ecco alcune delle "regole" che criticavamo e che con UNIT abbiamo potuto/saputo confutare e ribaltare completamente.

  1. Il primo e unico obiettivo per un'agenzia di comunicazione e marketing è vendere/fatturare ai clienti, quindi la reale utilità dei servizi/prestazioni che stiamo vendendo, è sempre un elemento di valutazione del tutto secondario/ininfluente. Come corollario quindi, mai rinunciare ad una vendita, neanche se si tratta di un preventivo per addomesticare i cavalli che il cliente vuole portare sullo stand allo SMAU.
  2. L'account di una agenzia non è un consulente: è un venditore auspicabilmente retribuito in modo variabile (per almeno 3/4 a royalties sul fatturato sviluppato).
  3. Il bravo consulente di marketing, deve sempre molto apparire per poco concretizzare: l'apparenza costa meno della concretezza e quindi (se passa e finchè dura) genera profitti superiori per l'agenzia.
  4. In fase di contrattualizzazione o di definizione del lavoro con il cliente, sempre recitare da perfetti "yes-man" e mai dire: "non lo so" o "non sono d'accordo" o "questa sua idea mi sembra sbagliata". A parole e se necessario, improvvisare con la massima tranquillità e/o inventare delle soluzioni estemporanee per qualsiasi problema dovesse essere posto dal cliente, anche quando non si abbia la più pallida idea/esperienza diretta della questione (vedi regola nr. 3).
  5. Anche se sta sbagliando completamente e questo lo porterà lontanissimo dai propri obiettivi, non contraddire mai il cliente per nessun a ragione: è sempre meglio vendere qualcosa a qualcuno che lo desidera, piuttosto che non vendere nulla a qualcuno che non ne ha bisogno (vedi regola nr. 1 e regola nr. 4)
  6. Dopo aver firmato il contratto, erogare sempre meno di quanto concordato: per farlo ci sono infatti infiniti modi non percepibili dal cliente.
  7. La produzione di creatività costa molto ed in realtà serve a poco poichè il cliente non la capisce: affidarla quindi sempre a free-lance esterni oppure dedicare all'elaborazione creativa il minimo tempo possibile.
 
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